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Come diventare una femme fatale degli anni 40

Dopo il post su come diventare una ragazza flapper, una lista di cose da fare per somigliare il più possibile a una diva di Hollywood degli anni 40.

  1. La ricerca
Prima di iniziare bisogna innanzitutto osservare attentamente le Maestre con la M maiuscola. Digitate il loro nome su Google Immagini oppure accedete direttamente all'archivio Life di Google:

Rita Hayworth

Ava Gardner

Liz Taylor


Vivien Leigh
Hedy Lamarr

Veronica Lake

    
     2.  I Capelli
Una femme fatale del 1940 generalmente ha due diversi modi di acconciarsi i capelli: lunghezza alle spalle con piega morbida oppure un taglio appena un po' più corto con onde più accentuate. La riga può essere sia centrale che di lato, anche se personalmente trovo che quest'ultima sia da preferire. Niente scalatura.
Per quanto riguarda il colore dimenticate i riflessi e i colpi di sole: una femme fatale ha capelli di un colore naturale (eccezione per il biondo platino) e monotono.
Curateli molto: la brillantezza è essenziale!


     3.  Il make up
Il trucco di una femme fatale è sempre curato e vamp.
La pelle è opaca e candida (usate la cipria, ma attenzione a non esagerare!), gli occhi sono incorniciati da folte ciglia nere e la bocca è sempre e solo nelle nuances di rosso.
Lo smalto deve essere in tinta con il rossetto, dimenticate quindi i colori improbabili che vanno di moda ora.
Un'attenzione particolare va alle soppraciglia: negli anni 40 erano generalmente molto curate e definite, ma non a tutte donano. Prima di creare strane ali di gabbiano, rivolgetevi alla vostra estetista e chiedete consiglio a lei!

     4. Le calzature
Una femme fatale non sa cosa siano le sneakers né tantomeno le ballerine: calza sempre e solo tacchi. Non i tacchi da stipper a cui siamo abituate oggi, ma un piccolo tacchetto, massimo 7 cm e niente plateau. Per un tocco ancora più chic scegliete quelle in vernice o con dettagli in marabù o con piccole pietre (ma senza esagerare).
Questa stagione torneranno di moda i tacchi di quest'altezza, ma se preferite qualcosa di veramente originale iniziate sin da ora a girare mercatini e negozi di abbigliamento usato. 
Qui troverete la mia personale guida per addentrarvi nel favoloso mondo dell'usato.


     5. Il guardaroba
Una femme fatale è essenzialmente elegante, mai volgare. Di giorno e di sera.
Non indossa denim, porta sempre collant opachi neri o color carne.
D'inverno la femme fatale indossa lunghi guanti in seta, satin, pizzo o velluto e si copre utilizzando pellicce. Ricordatevi però che gli anni 40 sono finiti e voi siete comunque donne moderne: investite in una pelliccia di finto pelo.
La lunghezza della gonna (perchè i pantaloni non sono contemplati) è obbligatoriamente sotto il ginocchio.
Completate il tutto con un grazioso cappellino e un foulard.
La lingerie, invece, è esclusivamente in seta o pizzo, sempre e solo nera. Se ve la sentite potete anche optare per un bel corsetto che vi garantirà una vita da vespa.
Se non avete anziane zie o nonne con la vostra taglia (e disposte a prestarvi i loro vestiti) o se non potete permettervi una sarta per farvi fare abiti su misura, anche in questo caso come per il punto 4, consiglio di visitare i mercatini della vostra città. Troverete tantissime cose.



     6.  I dettagli
Le dive degli anni 40 fumavano. Come ricordavo nel punto 5, siete donne moderne. Oggi fumare non è più sexy come poteva esserlo un tempo, ma se proprio non potete farne a meno usate un bocchino (lo trovate nelle tabaccherie con articoli per fumatori).

Non dimenticate di usare qualche goccia di profumo.

Per i gioielli usate quelli in oro giallo (o dorati).

 
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1969: come ci si vestiva per andare al liceo

Nonostante io sia nata negli anni 90, quando ero piccola vestivo più simile ad una figlia dei fiori (malriuscita) che a una Spice Girl; questo perchè, passando gran parte della settimana a casa dei miei nonni, mi divertivo a entrare (fisicamente!) nell'armadio di mia madre e a rubare gli abiti che a lei stavano a 20 anni e in cui sono entrata solo fino agli 11. Ancora oggi sorrido se penso a quando vennero di moda i pantaloni a zampa: tutte le mie compagne delle elementari che giravano per negozi a comprarli, perchè guai a indossare i così demodè pantaloni a sigaretta, mentre io ne avevo a disposizione un armadio pieno e originali degli anni 70!
Ecco spiegato quindi perchè, nonostante non mi piaccia molto lo stile di quel periodo, io vi sia così legata affettivamente.
Queste foto mi hanno subito incuriosito e mi hanno fatto venire in mente le incursioni selvaggie nel guardaroba adolescenziale di mia mamma, quando mi sedevo all'interno dell'armadio a pensare come potesse essere vedere tutti a scuola vestiti in modo così diverso rispetto a quello che ci proponevano all'epoca Mel C & company. Finalmente la mia curiosità è stata saziata!








Foto di Arthur Shatz per Life
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Come personalizzare il fazzoletto da taschino

Su questo sito potete ordinare qualsiasi modello in qualsiasi tinta, divertitevi. Ricordandovi che il colore dovrebbe richiamare quello dell'abbigliamento, e nel caso lo indossiate con la cravatta, evitate la tinta e la fantasia uguale. Con camicia bianca o abito formale il fazzoletto deve essere assolutamente bianco e di seta, possibilmente con orlo cucito a mano.

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Come ci saremmo dovuti vestire e come ci vestiremo

Clothing of the future - Clothing of the year 2000 (documentario rialente agli anni '30) Future clothes in the year 2083 by Lacoste Follow Superflua - mente

Guida per principianti su tutto quello che c'è da sapere sulla Settimana della Moda

Le sfilate come le conosciamo oggi sono nate nel 1800. I sarti parigini che vestivano la nobiltà e l'alta borghesia periodicalmente organizzavano degli eventi privati in stanze d'hotel per mostrare le ultime creazioni. Si trattava di avvenimenti molto esclusivi, anche le modelle erano ricche ragazze che lo stilista considerava particolarmente adatte a indossare le sue creazioni mentre le clienti normalmente acquistavano abiti per l'intera stagione, non un singolo pezzo. Ad oggi le sfilate hanno assunto un tono totalmente diverso: i buyer e i giornalisti si trovano a dover condividere lo spazio con blogger, personaggi famosi e paparazzi. Le città che ospitano le Settimane della Moda più celebri sono quattro: New York, Londra, Milano e Parigi. In realtà esistono anche fashion week in città come Stoccolma, Mosca e Sidney, ma le prime quattro rimangono le più importanti. Normalmente ogni città ha un luogo adibito alle sfilate, ma può capitare che queste siano organizzate anche in altre aree. A New York è il Damrosch Park, a Londra la Somerset House, a Parigi è il Carrousel du Louvre mentre a Milano c'è il tendone in Piazza Duomo anche se normalmente i palazzi storici del centro sono la sede principale della maggior parte delle sfilate. Nel mondo della moda esistono due stagioni: Autunno/Inverno e Primavera/Estate. Queste vengono mostrate alcuni mesi prima, quindi in Settembre vengono presentate le collezioni per i mesi più caldi mentre a Febbraio quelle per il clima più freddo. Oltre a queste due collezioni, però, gli stilisti possono presentare anche le collezioni "Cruise" o "Resort", che come suggerito dal nome rappresentano l'ideale abbigliamento per le vacanze, più comodo e meno formale e anche le Pre-collezioni, che rappresentano una sorta di anteprima di quello che verrà proposto nelle collezioni vere e proprie. Esistono inoltre diverse modalità tra cui uno stilista può scegliere di presentare le proprie collezioni. Il mezzo più utilizzato è sicuramente la sfilata in passerella ma, soprattutto dalle etichette meno note, ci si può aspettare una presentazione anche tramite la sfilata in una stanza, lo showroom oppure un trunk show, dove lo stilista mostra direttamente i propri capi ai buyer. Poi c'è addirittura chi osa e lo fa "semplicemente" con un filmato.
Fonte delle immagini: Archivio LIFE
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Come diventare una Fashion Blogger

Come mixare le stampe in modo armonioso

Stavo giusto leggendo il blog di Hanneli
(tra l'altro rimanendo incantata da questa foto), quando mi sono imbattuta nell'ultimo post, in cui parla dell'abbinamento di Natalie Joos (date un'occhiata anche alla sua pagina web e al suo blog).
Stavo ragionando che da qualche tempo sono in molte a osare abbinamenti tutt'altro che canonici, tante stampe diverse accoppiate tra loro senza l'uso passepartout della tinta unita. Bellini, dico io, proviamoci! Il risultato è che mia madre mi ha chiesto come mai uscissi vestita come una nomade del deserto uzbeko. Ok, ritenta e sarai più fortunata. Insomma come non rischiare l'effetto Circo?
Innanzi tutto bisogna dire che le opzioni tra cui scegliere sono infinite, anche se abbinare stampe totalmente differenti NON significa sceglierle a caso. Anche l'insieme più caotico ha un fil rouge che lega tutto insieme, non fatevi ingannare dalle apparenze. Il segreto è capire come farlo, dopodichè tutto è lecito (non dimenticatevi il buon gusto, però!).
1) Righe ft stampe fiorite
è molto estivo, anche se facilmente riproducibile nei mesi invernali. L'ideale sarebbe un capo fiorito dai colori sgargianti con righe bianche e nere. In alternativa meglio scegliere il colore delle righe simile a quello dell'altro capo. Un'altra "regola" riguarda la dimensione. Se la stampa ha fiori giganti, le righe dovrebbero essere sottili, viceversa le righe spesse sono acccettabili se l'altro capo ha una stampa di dimensioni molto ridotte.

Un'altra opzione, più discreta ma altrettanto riuscita, è abbinare una stampa floreale con righe tono su tono.
2) Animalier vs geometrico
Entrambi in auge ultimamente, perchè non indossarli contemporaneamente? L'abbinamento è vincente perchè pur avendo patterns diversi, sono cromaticamente simili. Alto rischio di esagerare, attenzione.
3) Grande vs Piccolo
Una stampa simile (quadretti, righe, etc) riproposta in due scale diverse, con colori abbinati.
4) Stampe neutrali vs Stampe neutrali
In poche parole, stampe dello stesso tipo entrambe con patterns molto piccoli (pensate ad esempio alle stampe con fiori). Anche qui ampio rischio di creare un effetto Nonna. Eventualmente abbinate un accessorio che di nonnesco ha poco -vedi una cintura leopardata, un gioiello spiritoso o un paio di tacchi altissimi-. (Ciao nonne, vi voglio bene comunque).
5) Grafico vs Grafico

Credo sia l'abbinamento che, se fatto con i dovuti accorgimenti, sia il più riuscito. L'ideale sarebbe se le stampe avessero le stesse tonalità o al massimo un colore ben in vista che le accomuni, altrimenti si può giocare su volumi simili.
P.S. per le più discrete:
se nonostante tutto ancora non siete convinte di voler arrivare in ufficio con un abbinamento che si farà sicuramente notare, oppure già sapete che non troverete mai il coraggio di presentarvi con una camicia leopardata e i pantaloni a righe, sappiate che è possibile ricreare lo stesso effetto giocando con gli accessori: foulard, cinture, borse, scarpe, cappelli, ombrelli... avete l'imbarazzo della scelta.
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Dress yourself up with James Gallichio

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