Frida Kahlo

Dovevo avere sei anni, quando vissi intensamente un'immaginaria amicizia con una bambina della mia età più o meno. Sulla vetrata di quella che allora era la mia stanza, e che dava su Calle Allende, su uno dei primi vetri della finestra ci alitavo sopra. E con un dito disegnavo una porta. Per questa porta uscivo nella mia immaginazione, con grande gioia e in fretta, attraverso tutto lo spazio che si vedeva, fino a raggiungere una latteria di nome "Pinzòn". Attraverso la "O" di Pinzòn entravo e scendevo fuori dal tempo nelle viscere della terra, dove la mia amica immaginaria mi aspettava sempre.

QUI il link al post con le immagini del suo diario personale
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Elisabetta I e la moda: decalogo di una trend setter del 16° secolo - POST del GIORNO su PAPERBLOG

1) Il suo guardaroba farebbe invidia a qualunque donna: si dice possedesse una cosa come 2000 paia di guanti.
2) Non utilizzò mai trucco fino al 1562, quando il vaiolo le lasciò numerose cicatrici sul viso. Dopo quell'anno quotidianamente stendeva sul viso un composto coprente a base di piombo e aceto, che l'avvelenò lentamente.
3) Nonostante gli elisabettiani tenessero parecchio alla dentatura e alle cure odontoiatriche (proporzionali alle tecniche del tempo), Elisabetta si ritrovo pian piano con i denti marci. Questo fece sì che le sue guance apparirono sempre più concave: per risolvere il problema e dare l'impressione di essere sana la sovrana si imbottiva la bocca con degli stracci.
4) Pur amando gioielli e ricami, nel privato Elisabetta preferiva indossare vestaglie senza ornamenti di alcun tipo.
5) Elisabetta fu la prima in Inghilterra ad indossare un orologio da polso: uno dei suo pretendenti, infatti, fece incastonare un piccolo quadrante all'interno di un bracciale, che poi le fu donato.
6) Elisabetta era già a conoscenza dell'importanza del LBD (Little Black Dress). Anche se il suo armadio conteneva abiti in tutti i colori immaginabili, i suoi preferiti erano quelli bianchi e neri.Questo però non era dovuto al fatto di poterci abbinare qualsiasi cosa, infatti preferiva indossare questi colori poichè per lei rappresentavano al meglio i concetti di purezza e verginità che lei tanto appoggiava (Elisabetta è anche conosciuta come la Regina Vergine).
7) Al contrario di molti altri sovrani, Elisabetta non investiva molto denaro nell'acquisto di nuovi abiti: la maggior parte erano regali, e le sue cameriere erano sempre all'opera per sistemare quelli vecchi per farli apparire come nuovi, ricamandoli o cambiandone le maniche.
8) Era sua abitudine pagare la sua servitù con i suoi abiti piuttosto che con denaro.
9) Si è ipotizzato che la regina amasse così tanto i vestiti sfarzosi anche perchè ne era stata privata sin da bambina. Dopo che Enrico VIII accusò la madre (Anna Bolena) di stregoneria e dopo averla fatta decapitare, Elisabetta fu considerata illegittima e ricevette un trattamento piuttosto umile. La sua bambinaia fu addirittura costretta a chiedere al Re dei vestiti per la bambina:
“beseeching you to be [a] good lord to my lady…that she may have some raiment for she hath neither gown, not kirtle nor sleeves, nor railes, nor body stitchets, nor handkerchiefs, nor mufflers nor biggins. All this her grace must have. I have driven off as long as I can, that be my troth I can drive it no longer. Beseeching you my lord that ye will see that her grace may have that [which] is needful for her.”
10) Elisabetta era una vera trend-setter, una sorta di Lady Gaga del sedicesimo secolo: la sua moda era così scandalosa in termini di volumi e stravaganza che solo lei, la regina, poteva permettersi di indossarli. Dopo le sue apparizioni le sue dame iniziavano a copiare i suoi abiti, utilizzando però materiali meno preziosi e manifatture di minor livello. Un pò quello che accade oggi: guardando le Fashion Weeks ci innamoriamo di un capo, e non potendocelo permettere lo andiamo a comprare da Zara dopo pochi mesi.
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DIY: Rinnova il tuo guardaroba


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Andreia Chaves

"The invisible shoe" (mirrored surface) // photo by Fernando Biagioni
The fact that I grew up in a chaotic city like Sao Paulo, full of contrasts, being in contact with such diversity and constant exposure to different visual inputs, has inspired me in how I think and conceptualize my shoes. Looking at my work, I can clearly see influence coming from my South American sense of versatility. Also in the mix - what I have been experiencing in Europe.
(Non vi ricorda questo?)
Prism shoe"
A study of structure
photo by Ian Murphy
"Form & Texture" (Leather & Sycamore wood)
photo by Ian Murphy
"Twirled" (Metal and PVC)
Part of a study of optical effect
Contattalo Contact him //mailto:andreiachavesshoes@gmail.com?subject=The%20Footwear%20concepts%20of%20Andreia%20Chaves%20%2F%2F%20%40Yatzer.com
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Non vorrei sembrare polemica ma...

Image and video hosting by TinyPic
...sembra che anche qui ci sia gente raccomandata...
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Swimwear collection by Sarah Schofield

A little bit of Mondrian, isn't it? Photographer: Tracey Lee Hayes Hair & Make-up: Jodie Watts Model: JJ @ Viviene’s Shot: Geelong, Australia
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JC My Way

Ho partecipato al contest per creare una scarpa Jeffrey Campbell in collaborazione con AKIRA e Chictopia.
I've joined the contest organised by Jeffrey Campbell with AKIRA and Chictopia. The winners will be picked the 31th of August. Wish me good luck!
Il moodboard si basa sul Tucano di Swanson e sul suo habitat.
QUI la mia pagina di Chictopia per dare un'occhiata al contest e per votare.
I vincitori verranno nominati il 31 agosto. Incrociate le dita per me!
The moodboard is based on the Swanson Toucan and his habitat.
HERE my Chictopia page if you want to have a look at the contest and for voting.
The winners will be picked the 31th of August. Wish me good luck!
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