Le scarpiere delle star

Facendo una ricerca su internet si scoprono scarpiere davvero incredibili! E pensare che io stavo solo cercando una soluzione carina per ordinare questo delirio in atto in camera mia:
 Ma veniamo a ciò che ho trovato:
Christina Aguilera
Imelda Marcos (ci tengo a sottolineare il fatto che lei NON sia una star, ma il suo celebre guardaroba non poteva non venire citato)
Joan Crawford
Khloe Kardashian


Mariah Carey

Miley Cirus

Nicky Hilton

Jessica Alba













Per finire QUI il video girato nella scarpiera della giocatrice di poker Beth Shak, la quale colleziona prevalentemente Louboutin e ne possiede più di 1400 paia! Ma non lasciatevi ingannare: prima di buttarvi anche voi nel poker sappiate che indiscrezioni dicono che dietro a tutto ciò ci sia un maritino piuttosto benestante...

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La geometria della moda

Mi rendo sempre più conto di quanto, da quando studio architettura, il mio gusto personale si sia modificato anche in fatto di abiti e accessori: se prima, osservando un oggetto, mi limitavo a decretarne la bellezza/bruttezza, ora mi soffermo molto di più sulla forma, l’armonia, l’equilibrio delle linee e dei materiali, l’asimmetria, le contaminazioni. Guardate per esempio queste immagini, salvate sul mio pc: notate abbiano qualcosa in comune tra di loro?
United Nude by Mattijs van Bergen
Origami di Alejandro Ingelmo


Raphael Young
Clutch in legno di Nada Sawaya
Aperlai

Cling by Michael Lemerich
Ecco ciò che noto da quando frequento l'università: la geometria dell'oggetto e la sua possibile modularità. L'architettura fa male!



 

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La mia settimana

Lo ammetto, sono scappata da Milano durante la settimana della moda e sono partita per 6 giorni a Palermo... ...per poi tornare la Domenica al dovere di studentessa di Architettura...
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Portrait of a lady

Foto di Magdalena Luniwska
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I profumi Byredo

Un paio di settimane fa vi parlavo dei collage fatti dalla blogger Dead Fleurette, in cui compariva sempre una boccetta di profumo Byredo. Incuriosita soprattutto dal packaging essenziale ed elegante, ho iniziato ad informarmi. è un marchio svedese che produce fragranze per il corpo e per la casa, in Italia potete trovarle da 10 Corso Como a Milano.
Purtroppo, però, ammetto di essere totalmente incapace di testare una fragranza in una profumeria. Mi distraggo e mi perdo tra le bottigliette e non riesco proprio a concentrarmi e decidere se quel determinato profumo possa piacermi o no, soprattutto in un posto come il reparto cosmesi di 10 Corso Como. Proprio per questo motivo ho deciso di farmi inviare qualche campioncino direttamente a casa. Scorrendo il sito internet Byredo è veramente una scelta ardua decidere quale profumo testare tra le tante possibilità ma ho deciso di favorire cocktail speziati e fioriti, i miei preferiti. Dopo solo 2 settimane di attesa ecco il contenuto del mio pacchetto direttamente dalla Svezia:

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Mi piacerebbe tanto poterne dare una descrizione esaustiva ma non sono un Naso Esperto, così per esprimermi ho cercato di farmi aiutare da qualcosa con cui ho maggior dimestichezza, la fotografia. Avendo sotto il naso l'essenza in questione ho iniziato a scorrere le immagini tratte dalle collezioni Haute Couture Spring 2012 che stavo guardando prima dell'arrivo del postino e ho associato un abito a ogni profumo (è divertente, provateci!).

Prima di iniziare però devo anticipare che personalmente le ho trovate delle fragranze molto decise e particolari, ideali per una clientela di nicchia e non adatte a diventare commerciali. Insomma preparatevi perchè non è così scontato che possano piacervi nonostante nomi affascinanti e ingredienti inusuali.

Dico questo perchè è quello che mi è capitato con Baudelaire. Invogliata dalle recensioni trovate su internet che lo descrivono come una fragranza must have e incuriosita dal mix di ginepro, pepe nero, incensi, giacinto, papiro patchouli e ambra, mi sono lasciata tentare.

Il nome Baudelaire si sposa benissimo a questa fragranza e la descrive perfettamente. Ne basta veramente una piccolissima quantità e al primo colpo si sente tantissimo il ginepro e il pepe nero per poi lasciare il posto all'incenso e all'ambra. Ha una profumazione molto persistente, anche se a contatto con la pelle dopo qualche ora si percepiscono solo le note speziate, che fanno sì che sembri addirittura un profumo prettamente maschile.

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Givenchy

La seconda fragranza è Pulp (bergamotto, cardamomo, ribes, fico, mela, tiare, legno di cedro, fiori di pesco), che ho trovato un mix troppo dolce e fruttato, ma comunque sofisticato grazie al cardamomo e il legno di cedro.

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Armani

Infine l'eau de parfum che mi è piaciuta di più e su cui farò un pensierino non appena finirò il mio attuale profumo: La Tulipe!

Gli ingredienti sono rabarbaro, ciclamino, fresia, tulipano, legni biondi e vetiver (per i futuri architetti: quest'ultima è una pianta utilizzata dall'omonima tecnologia per proteggere i terreni dall'erosione e dalle frane grazie alle sue radici lunghe anche 5 metri-vedi qui). Non riesco a smettere di annusarmi il polso, il bouquet di ingredienti si percepisce nettamente e grazie alle note fresche, fiorite e leggere è adattissima alla primavera e l'estate. Insomma, approvata a pieni voti e consigliata!

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Elie Saab

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I più influenti blogger di moda under 17 - Seconda Parte

Esattamente un anno fa (che coincidenza!), scrivevo un post in cui elencavo i giovanissimi blogger che oltre ad essere seguitissimi su internet, potreste vedere seduti sul front row alle settimane della moda intorno al mondo. Dopo 12 mesi si potrebbe dire che il trend è tutt'altro che diminuito, nonostante le perenni perplessità sollevate da chi i 18 li ha già passati da un pezzo, ed oltre a quelli che già avevo citato bisogna aggiungerne alla lista un altro paio. Vi aggiorno.

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Nina Vir ha 17 anni, la sua famiglia è nel Guinnes dei Primati per avere il più alto numero di titoli accademici, va alla Beverly Hills High School e gestisce (insieme al fratello, che ha formulato l'algoritmo meteo-cosa indossare) Dailydressme.com, in cui suggerisce alle lettrici (ma anche ai lettori, perchè esiste anche la versione maschile) cosa indossare ogni giorno in base alle condizioni meteo di Los Angeles. Al momento i suggerimenti sono tutti firmati Forever 21, ma in alcune interviste ammette che desidererebbe ampliare la scelta. Parte dei proventi del sito vanno a un'associazione che aiuta le vittime del mercato del sesso in Nepal, suo Paese d'origine. Se come me non vivete in California, potreste essere interessate comunque ai post che Nina scrive settimanalmente per l'Huffington Post.

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Wendy Chak, californiana di San Francisco, gestisce il blog Hand It Over, che è stato classificato come "Blog da vedere" da Teen Vogue.

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Nicklas Skovgaard ha 15 anni, è danese e My Clothing Blog è suo. Frequenta ancora le superiori ma tra una lezione e l'altra partecipa alle sfilate della Copenhagen FW.

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Arabelle Sicardi ha 18 annie e quindi, in teoria, non dovrebbe essere inserita in questa lista ma trovo il suo blog Fashion Pirate troppo interessante per non essere citato. è aperto dal 2007, quando voleva essere "solo" un forum. Ora invece ha ampliati i propri confini e si è trasformato in una piattaforma dove viene trattato ogni argomento a proposito di moda&co, outfit di Arabelle compresi.

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Se penso al blog The Emma Edition, penso inevitabilmente a Tavi Gevinson; sia dal punto di vista grafico che da quello dei contenuti, infatti, si assomigliano molto, anche se personalmente trovo questo molto più spontaneo e adatto a una ragazza di 15 anni, nonostante la curatrice, Emma (NY), scriva già articoli su testate giornalistiche come la sua "collega" Style Rookie-di cui vi avevo già parlato nel post precedente.

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A proposito di maglie a righe e zeppe nere: la ricerca infinita

Nonostante non sia una persona che si limiti ad un abbigliamento monocromatico e a capi standard, ho una fissa. Anzi due: le magliette a righe e le zeppe nere. Partiamo dalla prima. Tutto è iniziato a Londra 2 anni fa, quando sbagliai a fare i conti con il bagaglio a mano Ryanair da 10 kg e mi ritrovai senza una maglietta pulita per l'ultimo giorno. Visti i prezzi combinati alle mie scarsissime possibilità economiche (e la poca voglia di perdere tempo in shopping), l'opzione fu la più banale: H&M. E sbagliai, perchè io cercavo del cotone e lì, ormai lo sanno tutti, non ce n'è traccia. Stavo per abbandonare l'impresa quando in un angolino vidi lei:
100% cotone! Da quel giorno inizò la mia mania per le maglie a righe, forse in segno di gratitudine poichè fu lei che mi evitò elastame, polyammide e ore perse in monomarca inglesi con musica a palla. Purtroppo però questa non è una storia a lieto fine. Infatti dopo quella vacanza a Londra la maglia mi seguì in tutti i viaggi e spostamenti, Milano incluso. La mia indipendenza in una casa nuova, con coinquilini maschi, ebbe una tragica conseguenza: M. fece cadere della candeggina sulla mia maglia che assunse immediatamente un aspetto simile al leopardato, e ho detto tutto. Ho provate tutte le soluzioni, ho cercato di colorare le righe, nascondere la parte macchiata mettendo la maglia nei pantaloni (orrore!) ma non ci fu nulla da fare.

Da allora è iniziata la ricerca per La Maglietta a Righe Perfetta, che deve avere le seguenti caratteristiche:

  • 100% cotone
  • non aderente
  • maniche 3/4
  • righe blu o nere su sfondo bianco o in alternativa bianche su sfondo blu
  • le righe non devono essere stampate
  • righe parallele agli orli -no, non sono malata ma studiare architettura porta anche a questo-
  • scollo a barchetta (su questo punto sono flessibile)
  • prezzo adeguato a una maglia in cotone (max 25-30 euro)

Vi sembra che sia facile trovare maglie che abbiano queste caratteristiche? Anche io all'inizio lo pensavo, povera ingenua!

Qui di seguito un breve riepilogo stilato da me personalmente a proposito dell'argomento.

Le migliori per quanto riguarda la qualità sono sicuramente quelle Petit Bateau, sono proprio come la cerco, ma al momento non sono disposta a spendere quella somma per una maglia di cotone che non viene mai messa in saldo (e a concludere in modo così semplice la mia ricerca). Gap, altro marchio che fa belle magliette ma ai saldi dimenticatevi di poterne portare a casa una a meno che non dormiate davanti al negozio la notte prima dell'apertura. Per questa stagione la collezione mi piace parecchio, purtroppo però di maglie a righe come le cercavo io nemmeno l'ombra.

Muji, così come American Apparel, ha nella propria collezione permanente maglie a righe in cotone molto pesante e a manica lunga. Da AA non le ho mai trovate in saldo, da Muji i commessi mi giurano che lo fanno ma c'è gente che gli tende agguati non appena gli attaccano i cartellini. I prezzi per entrambi sono intorno ai 50-60 euro, se interessa.

Dimenticatevi H&M. Io ne ho trovata una perfetta a Londra ma sono fermamente convinta le abbiano prodotte solo per quello store e solo per quella stagione; perchè io ci metto dell'impegno, ma loro vogliono fare gli alternativi a tutti i costi e le fanno con righe colorate, in materiale che solo a guardarlo prende fuoco, che arrivano sopra all'ombelico ma cadesse il mondo le facessero classiche. Niente, nada. Per questa stagione ci sono a maniche lunghe nel reparto uomo, ma la venfono in blocco insieme ad altre 2 di colore neutro, perchè "è nel reparto basic, come vede".(ndr Cosa vorrebbe dire, commessa? io la odio, lo sa?) Ebbene, Zara da questo punto di vista è una garanzia: maglie in cotone a righe, 15 euro e via... Purtroppo però non sono l'unica ad averlo scoperto, e appena esposte vengono immediatamente vendute. Dai, fatevi avanti, chi è tra di voi una mia concorrente, una di quelle che cerca La Maglia Perfetta in modo quasi spasmodico? Tanto la prima maglia a sinistra qua sopra è già mia, non preoccupatevi... Passiamo alla mia seconda mania, in questo caso molto più recente. Così come per la maglia a righe, la ricerca della zeppa perfetta nasce in seguito ad un acquisto casuale. Dovete sapere, infatti, che l'abbigliamento è l'unico ambito nella mia vita in cui, approvata una cosa, non l'abbandono più. Se normalmente mi piace provare le novità e non avere abitudini, una volta che trovo il capo perfetto lo uso fino alla rottura e ne ricerco sempre un sostituto simile o persino uguale. La prima zeppa nera la comprai anni fa, e la vorrei sostituire con grande amarezza di mia mamma la quale ancora non comprende il filone "scarpe da pornodiva" che impazza ultimamente e che lei non riesce proprio a digerire. Plateau? Da cubista. Zeppa? Da donnina di strada. Per lei esistono solo i sandali con listini "che quando ero giovane io sì che erano eleganti, mica quei cosi che indossano ora le ragazze come te!". Nonostante questo, non demordo. La prima zeppa che ho visto è stata questa di Zara in nero. Molto alta, costa 99 euro e nonostante sia pelle mi pare un costo eccessivo per un paio di scarpe Zara. Ieri sono passata nel negozio in Stazione Centrale-aspettando un treno tra una soppressione e l'altra-e non c'erano, non posso quindi esprimermi a riguardo della qualità e soprattutto dell'altezza della zeppa.

Facendo una rapida ricerca ho scoperto che quelle di Zara dovrebbero essere una copia di queste di Theyskens Theory, di cui in effetti avevo visto un modello in velluto tempo fa, me ne ero innamorata ma subito dimenticata alla vista del prezzo fuori dalla mia portata, ça va sans dire.

Facendo un po' di ricerche ho scoperto che c'è quelcun'altro che ha scopiazzato in modo veramente palese oltre a Zara: Aldo. Sul sito ci sono 3 modelli che potrebbero interessarmi, alcuni dal nome particolarmente curioso: Calcagni, Herena e Ugland.

Ieri, aspettando di prendere il treno, ho fatto un salto da Aldo dove non ero mai entrata e ho trovato esposte solo le Calcagni in diversi colori. Volete un responso? BRUTTE. Grossolane, dozzinali, colla ovunque e 100 euro di costo! Ripasserò dopo i saldi per capire se gli altri modelli sono esteticamente migliori; conto molto sulle Herena, le quali dalla foto mi pare siano più affusolate, punta leggermente più appuntita, mancanza di quella orribile linguetta e zeppa non perpendicolare al terreno come le Calcagni (o è solo diversa l'inclinazione della foto?).
Infine, Lei. Mi sono innamorata di questo modello di Vic Matiè, però non voglio nemmeno sapere il prezzo per non farmi ulteriormente del male.
ps:dato che mi serve un paio di scarpe alte e nere, per far felice mia mamma ho vagliato anche altre alternative e sul sito di Zara ho dato un'occhiata anche a queste.
Il primo ha il tacco trasparente, e sì lo so che Prada l'ha proposto millemila stagioni fa, ma a me piace tutt'ora peccato per la forma globale della scarpa che dalla foto non mi pare di mio gusto.
Nemmeno il secondo paio era in negozio quindi non posso esprimermi, cosa che invece farò per il terzo, che ho provato: scomodissime, immettibili.
Ho come la vaga impressione che la ricerca continuerà ancora per molto...

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